Diventare Personal Trainer (2 di 2): le storie di 5 Top Player nazionali

Come diventare Personal Trainer (2 di 2)

Ehi qui di nuovo Amerigo! Questa è la seconda parte dell’articolo su come diventare un Personal Trainer professionista e qualora ti fossi perso la prima, non c’è davvero alcun problema. Clicca qui per leggere il primo post (con Sergio Chisari, Emil Lazzaroni, Steve Marini, Umberto Miletto e Michele Spreghini) in merito a questa mini rubrica.

Sono sicuro che anche leggendo le storie di questi altri 5 Top Player chiamati in causa (stavolta abbiamo anche una donna) ricaverai molti spunti, idee e punti di vista interessanti su come avviare in maniera intelligente l’attività o correggere il tiro qualora la avessi già.

Ho cercato di rendere il format delle interviste quanto più pratico e immediato, e mi auguro che dopo la lettura di questo articolo tu ne esca davvero arricchito in termini di conoscenza e con un focus ben preciso sugli step operativi da compiere.

Da come hai potuto notare dall’immagine di copertina, i personaggi di spicco che ho intervistato sono in ordine alfabetico: Andrea Biasci, Frank Casillo, Fabio Inka, Claudio Negro e Veronica Tudor.

Visto che l’articolo è di oltre 4000 parole, ho ben pensato di offrirti un’esperienza d’uso molto più flessibile e comoda al fine di facilitarti la lettura e renderti la permanenza sul mio sito piacevole e rilassante.

Infatti se sei da un computer fisso, portatile o tablet, noterai che alla tua destra c’è una barra laterale fissa per la navigazione del post con tanto di indice. Da mobile invece vedrai un quadratino con 3 linee a metà altezza del tuo smartphone attraverso cui districarti tra le varie sezioni.

Cliccando sui vari nomi e sulle relative domande puoi muoverti agilmente e scrollare la pagina come meglio credi. Il mio consiglio resta comunque quello di leggere l’articolo dall’inizio alla fine perché le informazioni che ne ricaverai saranno davvero preziose, strategiche e spendibili sin da subito.

Fatta questa premessa, è tempo di immergerci in toto! Buona lettura 😉

Andrea Biasci

1) Chi è Andrea e qual è la tua storia?

Non amo mai parlare molto di me, forse perché c’è poco da dire. Sono un laureato in scienze motorie che ha aperto un blog che nel tempo è diventato un portale per poi trasformarsi in qualcosa di ancora più grande. Attualmente gestisco ed amministro il sito www.projectinvictus.it con i suoi 70 professionisti che scrivono e collaborano col portale.

2) Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi per trasformare la propria passione in una professione intelligente e redditizia?

Che non è così facile come sembra, in primis perché il prodotto che si offre è difficile da valutare, sia per il cliente ma spesso anche per il professionista. Il personal trainer deve possedere un insieme di competenze, in cui la capacità di comunicare, vendere e relazionarsi è fondamentale.

Quindi non basta essere appassionati, non basta essere bravi, bisogna soprattutto saperlo mostrare e venderlo. Piuttosto in realtà spesso basta questo terzo punto. Quello che le persone pensano sia il personal più bravo non lo è quasi mai, è semplicemente quello che si vende meglio.

3) Quanto è stato importante per te acquisire strategie di comunicazione e di marketing per evolvere in meglio la tua attività?

È fondamentale perché come già accennato sopra non è tanto quello che hai o che sei a contare, quanto piuttosto quello che viene percepito. Poi nel tempo la qualità porta al risultato. Di solito i personal bravi si fanno pagare tanto e hanno pochissimi clienti. Quelli bravi a vendersi continuano ad avere un ricircolo.

4) Quali modelli di business consigli (1 to 1, Small Group Training, PT online, etc…) e perché?

Sinceramente consiglio di seguire la propria natura, cercando di rispettare quanto più possibile un’etica che in questo lavoro spesso manca. Non pensare a come posso fare più business, ma pensare a come posso rendermi più utile per il mio cliente.

Ecco forse il segreto, in questo momento dove tutti cercano di guadagnare di più, è andare controcorrente e cercare il modo per essere più utile possibile a chi si affida a noi. La vendita poi sarà la naturale conseguenza.

Se vuoi rimanere aggiornato sugli ultimi trend in ambito di Fitness Marketing e acquisire le più efficaci strategie utilizzate dai Top Personal Trainer, non devi fare altro che iscriverti gratuitamente al gruppo facebook esclusivo cliccando sull’immagine sottostante.

Riceverai nei giorni successivi anche il mio doc strategico (con tanto di video tutorial) per verificare lo “stato di salute” della tua attività e avere così una più chiara visione d’insieme delle cose da fare step by step.

DISCLAIMER: ho rispetto, cura e premura di chi mi segue. 100% Sicurezza e Privacy dei Dati. Zero Spam.

Frank Casillo

1) Chi è Frank e qual è la tua storia?

In breve, Frank è un appassionato di body building fin da ragazzino. Da sempre ispirato dall’icona mondiale Arnold Schwarzenegger e da tanti altri colossi, decisi di formarmi fisicamente debuttando in sala pesi poco prima di compiere 17 anni.

La scelta fu dettata anche da necessità fisiche: scapole alate e bilanciare lo sviluppo muscolare del tronco e arti superiori rispetto a quello già molto buono degli arti inferiori in seguito ai precedenti scorsi calcistici. Dato il mio impegno, in pochi mesi ebbi subito tanti benefici.

Ma andare oltre e conquistare un fisico oltre la media, un fisico che ben si distingueva dai tanti necessitava di una strategia oculata e meticolosa. E senza un bagaglio tecnico in merito a tutte le materie che hanno una sensibile influenza nel migliorare la composizione corporea, raggiungere un obiettivo del genere sarebbe stato una chimera.

Da qui iniziai il mio iter curricolare di studi:

Diploma ISEF
Laurea in Scienze motorie. Università di Cagliari.
Laurea specialistica in Scienze e tecnica dello Sport. Università di Cagliari.
Master di II livello in: Stress, Sport , Nutrizione. La Sapienza, Università di Roma.

Man mano che le competenze crescevano insieme agli studi, miglioravo anche fisicamente. E ottime soddisfazioni sono state conseguite nel body building agonistico il cui palmares lo rimando alla consultazione del mio sito: www.frankcasillo.com

Le esperienze agonistiche hanno consentito l’apprendimento su campo di conoscenze specialistiche di alto livello in merito al miglioramento della composizione corporea.

Conoscenze assenti da qualsiasi testo universitario che tratti materie quali composizione corporea e nutrizione, pur essendo fondamentali e di profondo valore scientifico. Solo chi pratica su campo cercando di estremizzare la propria composizione corporea riesce a coglierne la loro versatilità sul fronte del miglioramento fisico-estetico.

E questi sono profondi dettagli che creano abissi formativi tra chi ha solo studiato e chi ha studiato e contemporaneamente praticato il body building agonistico.

2) Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi per trasformare la propria passione in una professione intelligente e redditizia?

La semplicità! Ogni qual volta si persegue ciò che piace, in modo inevitabile le energie si convogliano tutto su di esso, e in modo diretto e/o indiretto creano profitto. È la legge dell’attrazione.

ATTENZIONE: fare ciò che piace vuol dire farlo ogni giorno e per tutto il giorno! Se, invece, applicato in modo saltuario, non forgerà alcuna solidità formativa dalla quale possa strutturarsi e derivarne un indotto redditizio.

Questo vale per qualsiasi attività, anche per chi è addetto alla pulizia delle scale! Sembra strano, ma non lo è. Se chi lava le scale ama farlo, la meticolosità e precisione che impiegherà nel farlo non solo produrrà più risultati visibili e tangibili, ma sarà anche percepito da terzi.

Questo vuol dire avere un vantaggio di prelazione superiore agli occhi del cliente rispetto a tanti operatori concorrenti che esercitano la stessa professione. E la legge di mercato vuole che i professionisti molto richiesti aumentino i prezzi (legge domanda-offerta).

Come detto, questo si applica ad ogni attività! Al contrario, anche le attività che sulla carta risultano più prestigiose, non otterranno successo se alla base non esiste il giusto spirito che muova a fare le cose bene e meglio della concorrenza.

Quindi, la passione verso ciò che si fa viene sempre prima di qualsiasi altro aspetto che possa influire sulla redditività della propria professione.

3) Quanto è stato importante per te acquisire strategie di comunicazione e di marketing per evolvere in meglio la tua attività?

Credo la risposta sia scontata. Puoi essere il miglior professionista, ma se nessuno ti conosce…sai solo tu di esserlo! Il miglior modo per poter essere conosciuti è attraverso il marketing nelle sue diverse forme.

Vi sono diversi canali di marketing. Io personalmente non sono uno stratega di questa materia, e ho cercato di partire dalle basi per far divenire visibili e note a terzi, indipendentemente dalla distanza e dal tempo, le mie capacità, competenze e produzioni:  articoli tecnico-scientifici, trasformazioni corporee (video e foto del PRIMA e DOPO), etc…

Sono partito scrivendo articoli per la rivista bimestrale cartacea “Cultura Fisica”. Ho continuato pubblicando su www.bodybuilding.com (e da qui sono nati moltissimi contatti d’oltreoceano) e su My-Personal Trainer.  A tutto questo si somma la creazione del mio sito a cui poi sono seguite le pubblicazioni video su youtube e facebook.

Se è vero che il marketing è fondamentale, mai anteporre il marketing al possesso di reali capacità e competenze tecnico-settoriali.

Diffondere e rendere note su larga scala capacità eccelse porta a grandi numeri e risultati, ma fare marketing senza capacità alla base di tutto è come mettere la lente d’ingrandimento sullo sterco!

4) Quali modelli di business consigli (1 to 1, Small Group Training, PT online, etc…) e perché?

Il “1 to 1” consente di far ottenere ottimi risultati al cliente per via di una costante e reiterata presenza fisica nel corso degli allenamenti. Infatti grazie a esso è possibile:

– far apprendere gli schemi motori degli esercizi ai principianti;
– insegnare le varie tecniche d’intensità;
– correggere prontamente gli errori;
– e soprattutto fidelizzare il cliente con il rapporto umano diretto.

Uno dei suoi difetti è legato al numero limitato di clienti che si è in grado di gestire.  Se si è veramente bravi, non si riusciranno a inserire nuovi clienti nella già satura agenda lavorativa e, purtroppo, molti di essi andranno persi.

Il “PT online” è la soluzione che bypassa il difetto appena indicato per il “1 to 1”. Si tratta di un rapporto professionale virtuale che presenta due indubbi risvolti vantaggiosi:

1) Aumenta il rapporto “clienti:tempo”
Se nel “1 to 1” il rapporto “cliente:tempo” equivale a 1:1, cioè un cliente equivale a un’ora di tempo, nel “PT online”, in base alle proprie capacità può spingersi anche fino a 4:1, cioè quattro clienti per un’ora di tempo. Ma questo è molto soggettivo.

2) Si possono raggiungere utenze al di là dei limiti territoriali in cui si esercita fisicamente la propria professione. Pensate al trainer che acquisisce i suoi clienti solo dai centri fitness in cui opera. E poi pensate al trainer ben pubblicizzato sul “web”, attraverso il giusto marketing, che attinge utenze da realtà cittadine distanti dalla sua e alle quali non sarebbe mai arrivato tramite i sistemi tradizionali.

Gli SVANTAGGI possono essere diversi:

1) difficoltà nell’insegnare gli schemi motori degli esercizi ai neofiti.
2) Difficoltà nel far comprendere l’intensità d’allenamento più adatta al fine ambito.
3) Non poter correggere tutti gli errori esecutivi che l’utente eventualmente compierebbe durante gli allenamenti.
4) Mancanza del rapporto umano tradizionale.

Queste sono le due modalità di erogazione di servizi di personal training che consiglierei. La scelta dell’una o dell’altra dipende dalle proprie capacità, competenze, attitudini e tipologia di clienti che si presentano volta per volta.

STAY HARD!

Fabio Inka

1) Chi è Fabio e qual è la tua storia?

Sono un Personal Trainer che ha creduto a una sua intuizione rompendo gli schemi classici in Italia! Sono nato a Roma dove vivo tutt’oggi. Sono stato atleta, ho corso per l’Aeronautica Militare e la mia specialità erano i 400 m. Sono sempre stato appassionato nello scoprire e capire il perché delle cose che facevo.

Nel 1999 appena diciottenne, ero già istruttore di nuoto e nel 2001 di atletica leggera: discipline che ho insegnato per oltre cinque anni coniugandole all’attività di atleta e alla carriera universitaria. Nel 2005 ho discusso la mia prima tesi di laurea in Scienze della Comunicazione, trattando il tema della Maratona come fenomeno mediatico e sociologico.

Nel frattempo ero responsabile della preparazione atletica di una scuola di tennis e di una squadra di calcio, e facevo lezioni di fitness basate sui miei studi sul Functional Training (allenamento funzionale), che in quegli anni era praticamente sconosciuto in Italia.

La mia prima esperienza importante fu nel 2011: dopo aver completato l’iter di formazione del CONI con il master di terzo livello FIPE come personal trainer, ho iniziato a lavorare in una palestra romana.

Decisi poi di andare all’estero per dedicare del tempo ad approfondire la mia formazione ed esplorare nuove opportunità. Nei due anni precedenti avevo studiato e lavorato come trainer a Miami (dove mi appassionai alla pratica dell’allenamento Calisthenico), ma quell’anno decisi per il Messico.

A Città del Messico, dopo aver superato una selezione con 3 colloqui e una prova sul campo, venni assunto come istruttore nella prima palestra al mondo della cantante Madonna. La mia formazione e la mia già consolidata esperienza in Functional Training mi valsero il primo posto nel ranking dei club nazionali e la conseguente promozione come Fitness Manager dopo sole 6 settimane dal mio arrivo.

La società che mi aveva assunto è una delle più prestigiose multinazionali del fitness, e ben presto mi prospettò la possibilità di una carriera internazionale. Stavo già discutendo il mio trasferimento a Los Angeles quando all’improvviso fui costretto a cambiare tutti i miei progetti. Mio padre mi chiamò e mi disse che il quadro clinico di mia madre stava peggiorando a dismisura.

Mia madre, Rosy, era già malata da 2 anni, ma al momento della mia partenza la situazione sembrava destinata a migliorare e risolversi. Purtroppo non fu così. Tornai immediatamente in Italia. Scelsi di dedicare più tempo a mia madre e non ripresi le attività nelle palestre.

Decisi di impegnare tutte le mie energie su quelle lezioni all’aperto che organizzavo da solo nei weekend: volevo realizzare la mia personale visione del fitness e del benessere, e dedicare il resto del tempo alla mia famiglia. È in questo momento che nasce ufficialmente Impacto Training: il brand, il sito, la pagina facebook.

Da allora Impacto Training è diventata una realtà conosciuta in tutta Italia. Periodicamente svolgo delle lezioni in varie città d’Italia. Due anni fa ho scritto un libro “IMPACTO TRAINING – 20 minuti al giorno risultati in 8 settimane”, che ha avuto un grandissimo successo e ha ricevuto il 51° Premio Letterario del Coni.

Sto pensando di scriverne a breve un altro. Dal 2016 collaboro con Fox Sports per il format televisivo di Impacto, e oggi siamo alla terza serie. Nel 2018 sono stati formati i primi Istruttori Certificati Impacto Training!

2) Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi per trasformare la propria passione in una professione intelligente e redditizia?

Continua sempre a formarti (oggi posso dire che grazie allo studio e alla pratica conosco moltissimi esercizi da eseguire con o senza attrezzi, e ho imparato a metterli in pratica per ottenere il migliore risultato), credi nella tua intuizione e persisti anche se vedi insuccessi.

Per il resto, chiunque può farsi aiutare per l’avviamento di una start up. Tuttavia, senza i tre ingredienti di cui sopra,  qualsiasi azione potrebbe diventare frustrante e controproducente. Io ricordo bene il periodo in cui solo poche persone si allenavano con me, ricordo che se non avessi creduto fortemente al mio desiderio, forse oggi Impacto Training non esisterebbe.

3) Quanto è stato importante per te acquisire strategie di comunicazione e di marketing per evolvere in meglio la tua attività?

La mia prima laurea, conclusa nel 2005 è stata in Scienze della Comunicazione. Per anni pensavo che sarebbe rimasta solo un quadro nella mia camera, invece con il passare del tempo mi sono reso conto che avere delle conoscenze nel campo della comunicazione è fondamentale anche per chi vuole fare il trainer.

Quando ho iniziato questo lavoro, prima del 2000, sinceramente non si pensava che il ruolo dei social sarebbe diventato così importante anche nel fitness e nello Sport in generale.

Avere conoscenze in ambito di comunicazione dunque mi ha aiutato moltissimo nella mia attività, ma ci tengo a sottolineare che durante i primi anni di Impacto usavo poco i social. Mi interessava prima di tutto creare qualcosa che avesse solide basi scientifiche e soprattutto un riscontro reale sul campo.

Sviluppare le proprie capacità comunicative significa per me prima di tutto lavorare su se stessi, sul tono di voce, sul corpo, sul rapporto con le persone, sulla capacità di creare empatia e di stabilire relazioni con i propri allievi. Solo dopo pensare a far crescere i likes e i followers, e di conseguenza il proprio business.

4) Quali modelli di business consigli (1 to 1, Small Group Training, PT online, etc…) e perché?

Io adoro l’energia del gruppo. Una delle mie grandi sfide quando ho iniziato le mie lezioni nei parchi era quella di riuscire a far ottenere ai miei allievi gli stessi risultati che potevano ottenere in una lezione privata, pagando 6 o 7 volte di meno. Sembrava un’utopia, un paradosso, ma i dati, di fatto, mi hanno dato ragione.

Riuscire a dominare le dinamiche di gruppo mi ha permesso di mettere i miei allievi in condizione di ottenere risultati incredibili. Io trovo che questo sia estremamente sfidante, ti costringe a metterti in gioco ogni singola ora del tuo lavoro, ed è per questo che mi piace.

Inoltre, allenando fino a 6 gruppi al giorno anche con 30 o 40 persone ognuno, posso cambiare la vita di un gran numero di persone, che di fatto, per quanto mi riguarda, è il fine ultimo e più importante del mio lavoro.

Se vuoi rimanere aggiornato sugli ultimi trend in ambito di Fitness Marketing e acquisire le più efficaci strategie utilizzate dai Top Personal Trainer, non devi fare altro che iscriverti gratuitamente al gruppo facebook esclusivo cliccando sull’immagine sottostante.

Riceverai nei giorni successivi anche il mio doc strategico (con tanto di video tutorial) per verificare lo “stato di salute” della tua attività e avere così una più chiara visione d’insieme delle cose da fare step by step.

DISCLAIMER: ho rispetto, cura e premura di chi mi segue. 100% Sicurezza e Privacy dei Dati. Zero Spam.

Claudio Negro

1) Chi è Claudio e qual è la tua storia?

Ho iniziato a praticare arti marziali e sport da combattimento nel 1990 per oltre 20 anni intraprendendo a un certo punto l’attività di maestro con un discreto successo. In parallelo iniziavo ad interessarmi e documentarmi in merito alle preparazioni atletiche e di allenamento in generale.

In tempi non sospetti, quando mi sono avvicinato al Calisthenics & Streetworkout, nessuno aveva la più pallida idea di che cosa fosse. Il calisthenics, che adesso diffondo e promuovo in tutta Italia attraverso Burningate di cui sono anche co-fondatore, è stato il mezzo che ha segnato il mio passaggio dalle arti marziali al mondo del fitness intraprendendo una carriera come trainer.

Sono laureato in scienze motorie e in più ho conseguito come molti miei colleghi altre certificazioni di prestigio nell’ambito del fitness. Credo molto, oltre all’esperienza sul campo che ovviamente è basilare, alla formazione continua ovvero studiare e consultare libri, manuali, articoli scientifici e ogni sorta di documento per incrementare il proprio bagaglio.

Sono stato tra i primi a diffondere e divulgare contenuti su questo sistema d’allenamento attraverso il web e i social. Sono autore di numerose guide sull’allenamento. Oltre a Burningate per la quale svolgo anche un ruolo di docente formatore nei corsi base e istruttori, sono titolare della palestra Calisthenics Torino.

Insomma, da come si può evincere dalla mia storia come trainer, sono molto focalizzato e conosciuto nell’ambito dell’allenamento a corpo libero.

2) Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi per trasformare la propria passione in una professione intelligente e redditizia?

Prima di tutto studiare, formarsi e poi ovviamente fare tanta gavetta sul campo. Per chi è alle prime armi ed è anche molto giovane conviene sempre intraprendere a mio parere il percorso di studi universitario in scienze motorie. Il mercato ormai è pieno di corsi di certificazione (alcuni anche molto validi).

In entrambi i casi non bisogna mai limitarsi al bagaglio fornito dai percorsi guidati, bensì continuare a documentarsi, studiare libri e documenti di un certo livello. Più si accumula conoscenza ed esperienza, più si diventa autonomi, consapevoli, sicuri ed intraprendenti.

3) Quanto è stato importante per te acquisire strategie di comunicazione e di marketing per evolvere in meglio la tua attività?

Fondamentale. Senza una strategia e senza avere bene in mente una visione generale della propria attività, non è possibile avere successo o comunque perseguire i propri obiettivi commerciali in modo efficace.

Quando parlo di formarsi oltre agli aspetti tecnici legati all’allenamento intendo anche orientarsi e investire verso la comunicazione e il marketing.

4) Quali modelli di business consigli (1 to 1, Small Group Training, PT online, etc…) e perché?

Lo “Small Group training” è stato il mio cavallo di battaglia perché essendo uno specialista del Calisthenics si è rivelata la formula migliore da adottare per allenare le persone con questo sistema.

Inoltre gli small group training sono ottimi perché offrono un rapporto qualità/prezzo molto elevato per gli utenti. Altra cosa importante è la naturale creazione di community che motiva il gruppo, oltre al fatto che il trainer ha l’opportunità di vedere e conoscere più persone. Sono, però, più duri da gestire rispetto ai classici “1 to 1”.

Proprio partendo da questa mia esperienza maturata con gli small group training ho elaborato e collaudato negli anni degli standard di lavoro per gestire dei “medium” e “big” group training che attualmente applico nei miei centri calisthenics.

Veronica Tudor

1) Chi è Veronica e qual è la tua storia?

Ho 35 anni e tra poco saranno 36. Sono una modella, fitness blogger e autrice best-seller.

Ho sempre lavorato come modella. Prima in Romania e poi in Italia. Nel bel paese ho trovato l’amore, quello vero con la “A” maiuscola! Mi sono trasferita definitivamente in Italia 6 anni fa e vivo con Edoardo, il mio compagno di vita. Ora lavoro per migliorare la vita altrui e studio per migliorare la mia.

La mia storia? Ho iniziato ad allenarmi all’età di 19 anni. Facevo già la modella da qualche tempo. Ricordo che i primi esercizi li facevo nella mia cameretta, con il volume della musica di un vecchio walkman al massimo. Fu così che nacque la mia passione per l’attività fisica.

In quel periodo era di moda “andare in palestra”. All’inizio ero timida e scoordinata, non conoscevo nulla e facevo tutto di testa mia. Rubavo agli altri l’esecuzione degli esercizi, senza nessun criterio e ordine logico. Infatti i risultati non arrivarono.

Presto mi resi conto che per mantenere le mie forme di modella dovevo seguire una routine ben precisa. Fu così che lasciai le mie convinzioni da autodidatta e iniziai ad allenarmi con un personal trainer. Grazie al suo aiuto e al mio impegno quotidiano ho acquisito un corretto stile di vita che ancora oggi fa la differenza nelle mie giornate.

Negli anni mi appassionai sempre più al mondo del fitness e non immagino la mia vita senza il fitness.

Questa passione per il wellness mi ha portato nel 2015 ad aprire il mio blog veronicatudor.it, una spazio interamente dedicato alle donne. Attraverso il blog, sui social e nel mio libro best seller “FISICO AL TOP” condivido i miei segreti di modella, frutto di tanto sudore in oltre 10 anni nelle palestre e parchi di tutto il mondo.

Nel blog si possono sfogliare i miei pensieri, immagini e guardare i video tutorial per avere un #fisicoaltop. Racconto la mia storia di ieri, di oggi e di domani. Cerco di rendermi utile agli altri, così aiuto anche me stessa!

2) Cosa consiglieresti a chi è alle prime armi per trasformare la propria passione in una professione intelligente e redditizia?

Consiglierei di farsi aiutare da professionisti che hanno già ottenuto risultati. Per trasformare la propria passione in un lavoro redditizio (non per fare una prova – se si vuole essere imprenditori non si scherza) non bastano la motivazione e l’impegno (ogni santo giorno e notte). Servono moltissime competenze diverse: comunicazione, copywriting, programmazione, video editing, etc…

È chiaro che da soli si fa poco. Se si vuole fare la differenza è fondamentale avere un team di persone di fiducia che ti possano aiutare a creare il tuo personal brand e a definire nei dettagli strategia e obiettivi. Tutto questo costa, certo. Ma nel lungo periodo si risparmiano tempo, denaro e fallimenti.

3) Quanto è stato importante per te acquisire strategie di comunicazione e di marketing per evolvere in meglio la tua attività?

È stato fondamentale. Soprattutto all’inizio quando non sapevo se avrebbe funzionato e non avevo risorse da investire. Le varie competenze mi hanno permesso di relazionarmi poi con i miei collaboratori e parlare (quasi) la stessa lingua. Comunicare in modo chiaro ed efficace è necessario per sviluppare la propria attività.

Non mi fermo mai di studiare. Proprio alcuni week-end fa ho frequentato un corso intensivo di public speaking per acquisire nuove informazioni e migliorare le mie performance. Studiare, impegnarsi e applicarsi tutti i giorni è importantissimo per restare al passo con tutte le novità.

Il mondo viaggia a una velocità doppia rispetto a ciò che pensa la gente. Se non si vuole restare indietro bisogna sgomitare per restare davanti.

4) Quali modelli di business consigli (1 to 1, Small Group Training, PT online, etc…) e perché?

Bella domanda. La risposta non è scontata. Ognuno ha le sue idee e convinzioni. Molto dipende dal proprio modo di essere, dai propri obiettivi e dalla vision che si ha del proprio business. Mi spiego meglio: se un PT ama fare lezioni di gruppo, applicherà un certo modello di business.

Se, invece, ti piace seguire pochi clienti e in modo maniacale, applicherai un altro tipo di modello. O, ancora, chi crede che il futuro sia nell’online, utilizzerà un modello di business automatizzato e scalabile.

Quindi il mio consiglio è: identifica la tua passione, trova la tua nicchia specifica e applica il tuo modello! In altre parole, smettila di rimandare e come dico sempre alle mie followers #muoviilculo

In conclusione

Woooow siamo arrivati alla fine di questa seconda parte e se sei arrivato fin qui, vuol dire che hai tanta voglia di metterti in discussione per diventare un Top Personal Trainer e portare la tua professione ancora “un gradino più su”.

Mi auguro davvero che tu abbia ricavato informazioni e idee utili da mettere subito in pratica. Condividilo coi tuoi amici/colleghi, salva anche questo tra i preferiti e consultalo ogni volta che vorrai.

Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente ognuno di questi Top Player per il tempo prezioso dedicatomi e per aver condiviso la propria esperienza. Dacci dentro e agisci sin da subito. A presto 😉

Stay on TOP!

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L'autore: Amerigo

Fondatore di Top Personal Trainer, il blog interamente dedicato al marketing on line per Personal Trainer, Consulenti Fitness e Titolari di palestre.

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